Sabrine Aouni, ragazza di 19 anni, nata a Barletta da genitori tunisini, a Bari col suo libro "Mi chiamo Sabrine"

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BARI - «Io sono e mi sento italiana. Ma essere italiana significa anche battermi affinché questo Paese la smetta di escludermi a priori soltanto perché i miei genitori sono immigrati», a parlare è l'autrice, Sabrine Aouni, 19 anni, nata a Barletta da genitori tunisini. Una figlia della seconda generazione, ragazza come tante sue coetanee, che ama il rap e adora studiare; che digiuna durante il Ramadan mentre mangia frittelle per la festa dell’Immacolata; che porta la mano al petto sia al suono dell’inno tunisino “Humat Al-Hima” che quando sente “Fratelli d’Italia”.
Il libro fa parte della collana Osmosi.

Presentazione del libro "Mi chiamo Sabrine", 10 novembre 2016, ore 18, Libreria Quintiliano, Bari. 

Dialogheranno con l’autrice lo scrittore sociologo Leonardo Palmisano e il giornalista Sky Piero Ancona.

La versione in arabo di Mi chiamo Sabrine sarà diffusa gratuitamente sul web. Un impegno di Radici Future Produzioni mirato a  mostrare un’altra faccia dell'Occidente al mondo arabo. 

Radici Future è un nuovo marchio nel settore culturale italiano. Una factory che produce e diffonde contenuti editoriali che raccontano il mondo che sta cambiando.

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