Carla Rigato tra gli artisti chiamati a esporre a “Il Metaformismo. L’arte Contemporanea nelle antiche dimore”

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ROMA - Le “Sospensioni” di Carla Rigato in mostra al Palazzo della Cancelleria Apostolica Vaticana di Roma. La pittrice e scultrice veneta Carla Rigato è tra gli artisti chiamati ad esporre alla 31° edizione de “Il Metaformismo. L’arte Contemporanea nelle antiche dimore”, curata dallo storico e critico Giulia Sillato, che si terrà al Palazzo della Cancelleria Apostolica di Roma dal 27 novembre all’8 dicembre 2016.

L’artista esporrà due opere della serie “Sospensioni”, realizzate nel 2016, frutto della riflessione sulla precarietà della condizione umana.

«Siamo sospesi. La nostra esistenza è un continuo essere travolti, essere portati in alto per poi ricadere e nuovamente rialzarci, senza soluzione di continuità.La nostra vita è sospesa come la schiuma delle onde».

Ispirate al tema marino su tonalità di colore che alcuni critici riconducono ai fondali lirici dei pittori veneti, le “Sospensioni” segnano un temporaneo abbandono da parte di Carla Rigato dell’uso del pennello e della spatola per sperimentare nuovi strumenti con i quali imprimere le proprie emozioni sulla tela. 

Questo perché, per usare le parole della stessa Giulia Sillato, autrice di un saggio critico presente nel volume “Rigato. Il richiamo della Creazione” (Editoriale Giorgio Mondadori, 2015): «Carla Rigato è artefice di un linguaggio pittorico complesso, che non si ripete e non crea generi. Il messaggio dell’artista è cogliere delle cose il dettaglio essenziale; scegliere tra le cose quelle di cui trattare in pittura lasciando ad essa la responsabilità di modellare forme con il puro colore che, interagendo con la luce, plasma prima nell’occhio e poi nel cuore, l’impressione dell’oggetto reale».


Sono opere senza spazio e senza tempo in totale libertà compositiva, una memoria pregna di sensazioni, di emozioni, di suggestioni catturate e rimandate direttamente sulla tela dalla materia del colore. Un colore a volte violento, drammatico, corrosivo, a volte morbido, lirico, melodico. 

Anche quando il linguaggio figurativo riappare è pur sempre trasfigurato dal colore, dalla libertà, dall'intensità dell’emozione, dalla poetica dell’interiorità.

Date queste premesse, non stupisce dunque che Carla Rigato sia stata scelta per partecipare ad una esposizione che ha come propria cifra caratteristica quella di scegliere solo “i maestri del nostro futuro” sulla base della qualità, sull’originalità e sull’unicità della proposta artistica. 

La mostra verrà inaugurata domenica 27 novembre alle ore 17.00 presso la Sala Capitolare della Basilica di San Lorenzo in Damasco con un concerto di musica lirica che vedrà la pianista Barbara Cabattiani accompagnare il mezzosoprano-contralto Maria Ràtcova e il soprano Sabrina Testa. In programma musiche di Offenbach, Puccini, Donizzetti, Bizet, Mozart, Arditi Grieg, Camille Saint Saëns. 

Pubblicazione del Catalogo: 24Ore Cultura.

Orari di apertura: dal 27 novembre all’8 dicembre tutti i giorni 10-13,30/ 15,30-19,30


Carla Rigato, vive e opera a Montegrotto Terme (Pd). Tra le numerose esposizioni, ha partecipato alla 54° Biennale di Venezia - Padiglione Italia - Villa Contarini, Piazzola sul Brenta nel 2011; ad OVERPLAY - Evento Collaterale della 55. Mostra Internazionale d'Arte "la Biennale di Venezia" a Palazzo Albrizzi e a Venezia al Padiglione Tibet, Evento Parallelo alla 55. Mostra Internazionale d'Arte "la Biennale di Venezia", Santa Marta Congressi – Spazio Porto, nel 2013. Con il Collettivo “Ammantate Stelle” prende parte ad Expo Aquae, evento collaterale di Expo Milano 2015 e a Fabbrica Pensante, a Milano, a “FEEDING THE PLANET - NUTRIRE IL PIANETA", maggio 2015. 

Tra le Personali più recenti, AFFINITA’ ELETTIVE, Galleria Cavour, Padova, dal 11 settembre all’11 ottobre 2015.

IL METAFORMISMO
L’autore della teoria del Metaformismo è Giulia Sillato che nel 2010, dopo numerosi anni di indagini e studi, perfeziona i principi di una nuova visione storico‐artistica, fondati su una lettura critica innovativa e rivoluzionaria, con cui riscrive le ultime pagine della storia dell’arte moderna, sostenendo che l’espressione artistica non figurativa, in realtà, è ricca di elementi formali, ossia di segni e impronte inconfondibili, attestanti la persistenza della forma nei cosiddetti “astrattismo” e “informale”.

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