Antonella Serrenti, con “Una giornata dall’aria antica. Nassiriya, tredici anni dopo. I ricordi di una madre”, a Carbonia Scrive

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CARBONIA - Il 12 novembre 2016 inizia Carbonia Scrive con il libro di Antonella Serrenti. Nell’ambito della Rassegna Carbonia Scrive, sabato 12 novembre, alle ore 17,30 presso la Biblioteca Comunale di Carbonia, in viale Arsia, si terrà la presentazione del libro di Antonella Serrenti: “Una giornata dall’aria antica. Nassiriya, tredici anni dopo. I ricordi di una madre”. Nassiriya. Un nome che nella memoria collettiva italiana è immediatamente associato ai termini “strage, missione di pace e guerra”.
Sotto il nome di “attentati di Nassiriya”, infatti, si collocano alcuni attentati avvenuti dal 2003 al 2006 contro le forze armate italiane che, nel corso della guerra in Iraq, partecipavano alla missione “Operazione Antica Babilonia”. Ma cosa affiora nel cuore di coloro che, in maniera più o meno diretta, con quegli attentati hanno avuto a che fare? Antonella Serrenti prova ad andare oltre il velo dei propri ricordi. Quel 12 novembre 2003 – giorno del primo grave attentato – suo figlio era lì, di stanza a Nassiriya. Nel racconto autobiografico che dà il titolo all’intera raccolta, l’autrice definisce quella dell’attentato “una giornata dall’aria antica”.

«Ho preso una penna in mano, ho provato a trasferire incubi e pensieri su un foglio di carta bianco, l'ho sporcato con essi, e mentre scrivevo e vedevo le parole separarsi da me ed eruttare dalla penna, mi sono accorta che le notti quasi insonni e i giorni, annientati dal terrore di una possibile telefonata intercontinentale, sono diventati storie».

«Devo uscire, devo andar via, mi manca l’aria. Arrivo volutamente davanti alla caserma dei carabinieri: i gradini sono pieni di fiori e la bandiera è a mezz’asta. Adesso le campane della chiesa suonano come fosse Venerdì Santo, quando la Madonna esce disperata in cerca di Gesù: rintocchi lenti e tristi, come quelli del mio cuore. A casa accendo la tv, è un bollettino di guerra, immagini terrificanti. Mi sembra di vedere mio figlio! No! Lui è più alto. O è lui? Le lacrime non finiscono più. 

Squilla il telefono». Lo sguardo si allarga, poi, ad altre situazioni simili a quelle che l’autrice ha vissuto: negli altri racconti, che sono frutto della sua fantasia, Antonella Serrenti prova a immaginare le sensazioni e le emozioni di madri, padri, figli e figlie, ma anche di politici e, con coraggio, di chi quegli attentati li ha compiuti.

Antonella Serrenti è nata a Sant’Antioco. Ama leggere e scrivere; premiata in concorsi letterari, ha appena ultimato una raccolta di racconti e pubblicato numerosi racconti brevi per il blog GraphoMania. Appassionata di cucina e di antiche tradizioni della sua terra è coautrice del libro:  “Il pane carasau Storie e ricette di un'antica tradizione isolana”.

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