“Liolà”, di Luigi Pirandello, reinterpretata nella deliziosa messa in scena di Arturo Cirillo. Grande Massimiliano Gallo

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NAPOLI - Liolà. Napoli. “Gallina che va e gira, col gozzo pieno si ritira”, proprio come i tanti e sentiti applausi per l’allestimento che inaugura la nuova stagione del Teatro San Ferdinando dal 19 al 30 ottobre 2016.  Tempi distesi, movimenti eleganti e vivacità campestre per la commedia in prosa “Liolà” di Luigi Pirandello, reinterpretata nella deliziosa messa in scena di Arturo Cirillo. Massimiliano Gallo è il Liolà che con scioltezza va ingravidando “ragazzotte di fuorivia” dei cui figli si fa carico, perché in fondo “dove sono i figli, è la casa”. Rifiutato da Tuzza (Giovanna Di Rauso), complotta e seduce la giovane moglie (Giorgia Coco) di zio Simone interpretato dallo stesso Cirillo.
Coralità deliziosa fra tutti gli artisti in campo, così ben accompagnati dalle musiche e dalla drammaturgia vocale di Paolo Coletta, che il testo si direbbe nato già così.

Milvia Marigliano è l’energica zia Croce, Sabrina Scuccimarra è solare nelle vesti di Moscardina, Antonella Romano unico e dovuto tono siciliano nelle vesti della Comare Gesa. Incantevoli Ciuzza, Luzza e Nedda  interpretate da Viviana Cangiano, Valentina Curatoli e Giuseppina Cervizzi. 

Particolarmente apprezzabile la scelta di dare spazio agli allievi della Scuola del Teatro Stabile di Napoli: Emanuele D’Errico, Antonia Cerullo e Francesco Roccasecca, sono come una favola pregna di brio nei ruoli dei piccoli Tinino, Calicchio e Pallino.

Cirillo si avvale, inoltre, delle scene agresti di Dario Gessati, di costumi delicati di Gianluca Falaschi e delle luci collaudate di Mario Loprevite, perché in fondo come ripete il testo “Chi cerca trova e chi seguita vince”.



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