Giovanna Carlettini, consigliera comunale eletta nella lista di Fratelli d’Italia-Alleanza per Arezzo, capogruppo consiliare

Giovanna-Carlettini-consigliera-comunale-Fratelli
Giovanna Carlettini
AREZZO - Giovanna Carlettini nuova capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Subentra nell’incarico al dimissionario Francesco Macrì. È arrivata l’ufficialità anche delle dimissioni da consigliere comunale. Francesco Macrì chiude una lunga carriera da consigliere comunale e assessore, iniziata nel 1995, per assumere come noto la carica di presidente di Estra. Giovanna Carlettini, l’altro consigliere comunale eletto nella lista di Fratelli d’Italia-Alleanza per Arezzo a seguito delle elezioni amministrative del 2015, diventa la nuova capogruppo consiliare.
“Sono onorata – dichiara Carlettini – e allo stesso tempo dispiaciuta. Onorata perché andrò a ricoprire un ruolo importante in conferenza dei capigruppo. Dispiaciuta perché il Consiglio Comunale perde la risorsa più importante, un personaggio che nonostante l’età ancora giovane fa parte di diritto della storia politica e amministrativa della città alla quale ha contribuito da sempre con idee, impegno e competenza. Sempre a tutela degli interessi generali, ha interpretato al meglio i valori della destra aretina. A Francesco Macrì, oltre a questo pensiero, vanno gli auguri di buon lavoro”.

Eccolo Francesco Macrì: “La storia di questi ultimi quindici mesi è stata intensa. Fratelli d’Italia ha fatto parte della coalizione e del progetto di governo che ha portato il centrodestra, finalmente, a governare di nuovo Arezzo e oggi le potenzialità di un nostro contributo vengono riconosciute a pieno. Non è un incarico diretto in Giunta ma qualcosa di più sostanziale, la presidenza di un’azienda in grado di dare supporto concreto ai progetti amministrativi e, dunque, al governo del territorio. Si chiude una parentesi importante della mia vita, sono cresciuto in Consiglio Comunale, ho vissuto varie stagioni: la prima opposizione alla Giunta guidata da Ricci, poi la straordinaria vittoria del 1999 e il trauma del 2006, il vuoto del ‘fanfanismo’, la scomposizione e la ricomposizione del centrodestra aretino. ‘Formidabili quegli anni’ direbbe un esponente politico lontano dal sottoscritto ma che mi permetto di citare in un simile frangente. Lascio un’aula per intraprendere una svolta manageriale, ma non lascio di certo la politica. Quest’arte fa parte di me e credo di poter dare un apporto in tal senso anche da questa nuova posizione di presidente di un’azienda radicata sia come presenza che come operatività. Nel frattempo, ‘consegno’ il ruolo di capogruppo consiliare in ottime mani, a una storica militante che da sempre incarna la passione e le idee della destra”.

Commenti