Le Donne che "Amo" sono Maria Maddalena, Giovanna D’Arco, Oriana Fallaci. Firmato Sabrina Pugliese

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Sabrina Pugliese
POLICORO - Il Segno delle Donne ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Sabrina Pugliese.
Donne indimenticabili. Ripercorrendo la storia, il mio pensiero si è soffermato immediatamente, quasi inconsciamente, su tre figure femminili, quasi leggende memorabili che hanno fatto molto discutere: Maria Maddalena, Giovanna D’Arco e Oriana Fallaci.
Evidentemente il mio spirito è molto affine ad anime ribelli come le loro, a quella spinta rivoluzionaria che non si accontenta del “libro del destino” già dettato ed intoccabile. No, queste donne hanno dimostrato che i percorsi di vita si possono anche rinnovare ed evolvere, condizionando persino le vite dei contemporanei e dei posteri. Queste tre donne impavide ed intelligenti hanno confermato, in tre epoche storiche diverse, che il miglioramento inizia da noi stesse e che, con la forza di volontà, si possono abbattere anche i muri del pregiudizio e dell’ignoranza.
Maria Maddalena, schernita dai più, simbolo di un lavoro degradante, condannata già ad un misero destino e ad un posto all’Inferno, è stata nobilitata dal più puro degli uomini, il figlio del Signore, Gesù Cristo. Maria Maddalena è un esempio di umiltà e devozione, ha seguito Gesù fino alla sua morte e, soprattutto, si è inginocchiata davanti a lui per lavargli i piedi e ungerli con l’unguento. Questa donna misteriosa aveva capito che era ancora in tempo per redimersi, per abbandonarsi al volere del Signore e, così, la sua versatilità e modestia l’hanno condotta alla salvezza eterna. Ed è per questo che Gesù le ha affidato il messaggio più pregante, la buona novella. Così Maria Maddalena è stata la prova della possibilità di riscatto sociale, di ribaltamento delle gerarchie tradizionali. “L’apostolo degli apostoli” è l’appellativo che è stato a lei conferito per la sua presenza costante vicino a Gesù, dalla crocifissione alla Resurrezione. Nonostante la sua condizione di prostituta, è ancora oggi messaggera di salvezza e di rinascita! Sta qui la rivoluzione che Gesù ha attuato attraverso la figura di questa donna straordinaria … una scelta non casuale, operata dalla provvidenza del Signore. Maria Maddalena ci insegna che non abbiamo potere di giudizio, che non possiamo ritenerci immortali ma che non dobbiamo nemmeno arrenderci di fronte alle difficoltà della vita, perché, per ognuno di noi, esiste una via di redenzione che non dobbiamo cercare in beni esteriori bensì in quelli interiori.
Il secondo modello femminile che ha stravolto addirittura il corso degli eventi storici è Giovanna D’Arco, eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Nonostante abbia portato la Francia alla conquista di nuovi territori durante la guerra dei cent’anni, è stata venduta agli inglese. Questi l’hanno sottoposta ad un processo per eresia per poi arderla viva. Successivamente, è stata privata dell’appellativo di eretica ma, sicuramente per lei, rimane quello di martire. Giovanna D’Arco è il segno che le donne, anche in guerra e in politica, possono essere alla pari, se non superiori, agli uomini. È riuscita a risollevare le sorti di un paese, nonostante le sue origini fossero contadine. Anche lei, come Maria Maddalena, è l’autentica dimostrazione di quanto la determinazione, la forza di volontà, il coraggio, possano superare gli ostacoli di natura convenzionale. Anche lei è stata una sorta di “eletta dal Signore”, infatti, già all’età di tredici anni, sentiva delle voci celestiali. Così, ha deciso di fare voto di castità. Alla presenza di Carlo VII anche lei si è inginocchiata per offrire al re non solo il suo umile aiuto ma persino quello divino. Immaginate l’incredulità dell’opinione pubblica dell’epoca! È stata sottoposta ad umilianti prove per testare la sua reale verginità ed anche la sua fede cattolica. Per il suo esercito, è stata un esempio di purezza integerrima costringendo i soldati ad una vita austera e rigorosa ma, soprattutto, vietando qualsiasi tipo di violenza o di saccheggio. Una battagliera pacifista, un apparente ossimoro che ben si concretizza nella figura di Giovanna D’Arco, donna eroina che si è realmente sacrificata per la sua patria senza incitare ad inutili spargimenti di sangue.
Infine, Oriana Fallaci, pur non combattendo con le armi l’ha fatto egregiamente con la penna. Inviata nei paesi di guerra, intervistatrice con i grandi della Terra, è stata una figura emblematica, amata ed odiata contemporaneamente. Aveva già preannunciato i risvolti negativi di un terrorismo in divenire, sempre più allarmante. Eppure, è stata più volte criticata come filoamericana. Il punto è che, al di là della condivisione del suo giudizio, ha messo al centro delle discussioni di attualità il grande problema dell’integrazione dell’Islam in Occidente. Un tema scomodo che lei ha avuto il coraggio di riprendere in più occasioni. Da intervistatrice divenne intervistata, personaggio pubblico, famosa a prescindere dai suoi pezzi giornalistici. Eppure, era attanagliata da piccole fragilità come l’incapacità di sostenere la presenza di un microfono che metteva a disagio lei, giornalista affermata di fama mondiale. Era spaventata dalla possibile strumentalizzazione delle sue parole da parte degli altri e perciò si è autointervistata in “Oriana Fallaci intervista sé stessa” dialogando con il suo alter-ego. Qui emerge la considerazione che ha dei suoi stessi libri, figli da proteggere e difendere proprio come avrebbe fatto con quei bambini che non ha mai avuto. Una donna forte che ha vissuto sulla sua pelle la paura della morte, durante la Resistenza, quando faceva da staffetta tra varie postazioni partigiane. Compagna di Panagulis, eroe nazionale greco che ha lottato contro la dittatura dei colonnelli, Fallaci ha sofferto molto per la morte di quest’ultimo a causa di un misterioso incidente stradale, non casuale. Inoltre, Oriana non si accontentava dell’oggettività giornalistica ma doveva lasciare per forza la sua firma nelle sue memorabili interviste tanto da sottoporre gli “imputati” a dei veri e propri interrogatori. Insomma, una donna che, pur cercando di difendere il suo operato, non badava all’opinione altrui ma cercava sempre il “politically correct” a discapito anche della sua stessa reputazione.
Questi sono tre esempi di quel coraggio che a volte manca ancora alle donne del XXI secolo e da cui bisognerebbe prendere spunto. Loro sono riuscite a farsi strada in un mondo impervio. Oggi, la nostra libertà di stampa e di opinione dovrebbe consentirci di affermarci a pieno, senza restrizioni, senza ricatti né compromessi. Che sia un invito all’indipendenza e all’emancipazione femminile che deve ancora attuarsi a pieno.

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