Al Castello di Donnafugata la mostra “Tra pizzi e merletti…Storie di vita privata”, pezzi di vita domestica e intima

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RAGUSA - E’ stata inaugurata stamani, 26 luglio 2016, la mostra “Tra pizzi e merletti…Storie di vita privata” presso il Castello di Donnafugata. Alla presenza dei  molti turisti presenti all’ingresso del maniero, l’architetto Nuccio Iacono, ideatore, organizzatore e coordinatore dell’evento, ha illustrato l’esposizione tematica di capi pregiati provenienti dalla collezione Arezzo di Trifiletti  legati alla storia del costume.
Vestaglie, sottovesti, cuffie, mutande, corpetti, calze, busti e sottobusti, abiti da mattino, corredi e cassapanche,  disposti sapientemente nelle varie stanze del Castello, punteggiano pezzi di vita domestica ed intima. A tagliare il nastro l’assessora comunale al Turismo Nella Disca e l’architetto Iacono. Hanno presenziato il sindaco Federico Piccitto,  la prefetta Maria Carmela Librizzi, l’assessore comunale alle Risorse Economiche e Patrimoniali, Stefano Martorana.
L’allestimento tematico segue la mostra  “800- Moda: vanità  estetica e mutamento”, inaugurata lo scorso dicembre dall’amministrazione comunale, che ha riscosso un successo straordinario di pubblico con un incremento notevole di visitatori.
“Siamo lieti di inaugurare questa seconda mostra,  certi che la sua specificità sarà  motivo di grande richiamo e curiosità per i visitatori – ha sottolineato il sindaco Federico Piccitto – Per noi è gratificante  poter variare ed innovare l’offerta culturale del Castello di Donnafugata, potenziando così l’attrattiva di questo sito. Stiamo scoprendo via via la ricchezza ed il valore della collezione di abiti antichi ed accessori di moda Arezzo di Trifiletti  acquisita dal Comune di Ragusa. E’ una mostra di notevole interesse ed invito i cittadini e visitatori a non mancare questo evento espositivo molto singolare”.
E’ il mondo invisibile  del  “sotto l’abito” quello che viene mostrato.
“Abbiamo voluto dare una risposta alle curiosità dei numerosi visitatori che hanno visto la mostra precedente – ha affermato l’architetto Iacono – Al cospetto dei costumi ottocenteschi erano particolarmente incuriositi dalla parte invisibile  dell’abbigliamento che rendeva così maestoso l’abito esposto”.


Lungo il percorso, ai supporti didascalici primari ne sono collegati  altri con citazioni letterarie sull’intimità (Verga, Capuana, De Roberto, Tomasi di Lampedusa). Altri supporti informatici (Focus) mettono in evidenza alcune curiosità sulla storia  degli usi e costumi del XIX secolo. Tra i pezzi più singolari della mostra uno dei corsetti esistenti più piccoli  per una bambina di 4 anni, uno dei busti più grandi per nobildonna anziana, il prezioso abito da mattino della Contessa Concetta, moglie del generale Miramon (esposto nella Sala della Musica), una culla d’epoca per presentare il corredo di bambino, una sedia da parto ottocentesca con accessori, un baule da viaggio ricomposto con il corredo intimo. A coadiuvare l’architetto Iacono  nella ricerca e analisi dei costumi, nelle ricerche d’archivio, iconografiche e bibliografiche e negli allestimenti  Giancarlo Tributi Silvestri, Giuseppe Cosentini, Stefano Vaccaro. La mostra potrà essere visitata fino al prossimo mese di novembre.




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