“Aspettando che spiova” con Luigi Credendino e Gianluca d’Agostino, il pubblico in un frammento pirandelliano dell’esistenza

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NAPOLI - Se va giù la quarta parete e siamo ai bordi di un lago termale, allora stiamo assistendo a un vero e proprio “TEATROallaDERIVA”. Domenica 17 luglio 2016 “Aspettando che spiova (La ventesima replica)” con Luigi Credendino e Gianluca d’Agostino. Spazio scenico: una zattera di circa 6 metri per 4; location: parco termale delle Terme Stufe di Nerone, al confine con il lago di Lucrino tra l’odore del mare che traspira magia.
E infatti Antonio è avvolto da una sorta di incantesimo che non gli fa ricordare la sua vera identità.
Sicura nei ritmi, la dinamica tra i  due attori fa emerge il talento di Luigi Credendino capace di sfumature tragicomiche che si seguono con curiosa attenzione.
Il testo scritto e diretto dallo stesso d’Agostino, ha tutto il sapore di un’opera prima per tratti di ingenuità, compensata però, da una freschezza tale che gli si perdona anche qualche volgarità a “cazzo” non funzionale in una cornice meta teatrale così meravigliosamente strutturata. L’allestimento, infatti, traghetta il pubblico in un frammento pirandelliano dell’esistenza, a spasso con la psiche di personaggi “custodi” di energia autentica. Gli interpreti pur consapevoli del fatto che “l'uomo su questa terra è un virus”  dichiarano di “non volere una vita da protagonista in una vita finta” e in un certo senso  preparano al dibattito post spettacolo coordinato dalla sensibilità e dallo spessore culturale del  direttore artistico della rassegna,  Giovanni Meola.





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