La senatrice Laura Fasiolo presenta una interrogazione sulle Poste in merito alla chiusura degli uffici in Friuli-Venezia Giulia

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Laura Fasiolo
ROMA - Ho presentato, prima firmataria, un’interrogazione sulle poste che riguarda la chiusura o temuta chiusura degli uffici postali di varie località del Friuli-Venezia Giulia. Il 24 giugno,  la risposta del sottosegretario Giacomelli in commissione Lavori pubblici, comunicazioni del Senato.
Ho espresso soddisfazione per la risposta,come da riscontro. Tuttavia si rende opportuno che le Regioni e gli EELL, in particolare, intensifichino in questi giorni i contatti, come necessario, con Poste Italiane, per evitare disagi all’utenza; comunque, ho invitato il ministero a intensificare il suo necessario pressing. Senatrice Laura Fasiolo.
 Atto n. 3-01660 (in Commissione)
Pubblicato il 17 febbraio 2015, nella seduta n. 392
Svolto nella seduta n. 245 della 8ª Commissione (23/06/2016)
FASIOLO , PEZZOPANE , PUPPATO , PEGORER , AMATI - Al Ministro dello sviluppo economico. -
Premesso che,
il 5 novembre 2014, nel corso dell'audizione presso la 10a Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) del Senato, l'amministratore delegato di Poste italiane Francesco Caio ha annunciato il piano di riorganizzazione della rete di sportelli postali su tutto il territorio nazionale che prevede la chiusura di circa 450 uffici di Poste italiane a decorrere dal 2015;
considerato che:
secondo recenti notizie di stampa locale e comunicazioni ufficiali da parte del responsabile di Poste italiane in area Nord-Est sembra che sia nell'intenzione di Poste italiane SpA chiudere, a partire dal 13 aprile 2015, in Friuli Venezia Giulia 19 sportelli, di cui 4 in provincia di Pordenone, uno in quella di Trieste, uno in provincia di Gorizia, ben 13 in quella di Udine;
saranno coinvolti dal piano di chiusura i comuni di Campeglio di Faedis, Carpacco di Dignano, Ciconicco, Cisterna di Coseano, Fossalon (comune di Grado), Goricizza e Pozzo (Codroipo), Ipplis(frazione di Premariacco), Lavariano, Ospedaletto di Gemona, Percoto, Perteole di Ruda, Ramuscello (frazione di Sesto al Reghena), Rodeano Basso, Sant'Antonio in Bosco (comune di San Dorligo della Valle-Dolina), Terzo di Tolmezzo e Torreano di Martignacco;
considerato in particolare che:
la maggior parte degli uffici postali di cui si paventa la chiusura è frequentato da persone anziane, che risiedono nei piccoli centri interessati;
gli uffici postali in questi piccoli centri rappresentano un servizio di pubblica utilità e spesso sono un punto di riferimento importante, anche con funzioni sociali, per cui la loro soppressione rischia di produrre una diaspora con la conseguente scomparsa della stessa comunità;
il progetto, a parere degli interroganti, rischia di penalizzare fortemente parte del territorio italiano, fatto soprattutto di piccoli centri e di zone rurali, che caratterizzano prevalentemente alcune regioni, come il Friuli-Venezia Giulia, con pesanti ricadute sugli utenti e sui livelli occupazionali;
considerato altresì che tali chiusure andrebbero ad unirsi alle già numerose soppressioni di sportelli avvenute negli ultimi anni e causerebbero ulteriori disagi alle famiglie,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo non ritenga urgente richiamare l'attenzione di Poste italiane ad una più attenta valutazione delle particolari situazioni locali, prestando attenzione anche agli aspetti sociali ed economici che i citati sportelli postali assolvono, evitando di procedere in base a scontati tagli lineari;
se non ritenga necessario riconsiderare le programmate chiusure degli uffici postali in Friuli-Venezia Giulia, vista la straordinaria valenza sociale ed economica degli sportelli postali;
se non ritenga opportuno, per attenuare, almeno in parte, gli inevitabili disagi causati dalla progressiva riduzione degli uffici postali nei piccoli centri italiani, garantire un minimo di servizio sul territorio, chiedendo a Poste italiane SpA di essere maggiormente collaborativa con le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali, di evitare chiusure drastiche e traumatiche e di favorire la trasformazione degli sportelli, ove comunque destinati a chiusura, in postazioni "postamat" per consentire alla clientela di prelevare contanti o di effettuare pagamenti delle bollette, ricariche telefoniche e altre operazioni fattibili tramite la cassa automatica.
RISPOSTA DEL SOTTOSEGRETARIO GIACOMELLI
“In via preliminare, fa presente che il settore postale, a livello nazionale e comunitario, è stato interessato negli ultimi anni da profondi cambiamenti sia a livello normativo, sia a livello degli assetti di mercato. Le chiusure e le rimodulazioni degli orari degli uffici postali, comunicate preventivamente all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), sono previste nel Piano di rimodulazione degli orari nel periodo estivo, redatto da Poste Italiane. Inoltre, il contratto di programma vigente tra il Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane prescrive che l'azienda trasmetta all'AGCOM, con cadenza annuale, l'elenco degli uffici postali e delle strutture di recapito che, non garantendo condizioni di equilibrio economico, si intende assoggettare a un processo di razionalizzazione.
L'AGCOM, sulla base di criteri fissati a garanzia degli utenti, in particolare per quelli residenti nelle comunità montane e nelle isole minori, valuta la correttezza delle proposte di razionalizzazione della rete formulate da Poste Italiane. Contestualmente, il Ministero, nell'esercizio delle sue funzioni di regolamentazione e vigilanza, è più volte intervenuto per assicurare che ogni intervento di riorganizzazione della rete degli uffici postali da parte di Poste Italiane fosse preceduto da una fase di effettivo confronto con le Regioni e gli enti locali. Tale attività del Ministero ha determinato una effettiva modifica del Piano di Poste Italiane con una serie di accordi con le Regioni e gli enti locali, nonché una ridefinizione del nuovo contratto di programma, al fine di avviare una nuova linea di politica industriale sulla rete degli sportelli.
La nuova impostazione si basa sull'assunto che la capillarità della presenza sul territorio sia un "asset strategico" e un valore, per cui Poste Italiane si è impegnata a ricercare e valutare ogni possibilità di potenziamento complessivo dei servizi, anche attraverso accordi con le Regioni e gli enti locali, considerando l'ipotesi di riduzione come estrema ratio dopo aver valutato possibilità alternative. Poste Italiane, prima di assumere qualunque decisione, dovrà quindi valutare il rapporto costi-ricavi non sulla base del singolo ufficio postale ma in un ambito territoriale più ampio, confrontandosi con enti e istituzioni territoriali, che dovranno inviare eventuali proposte entro il 30 settembre di ogni anno. La società si è impegnata a trasmettere il nuovo piano all'Autorità entro il 1° luglio 2016. Precisa, infine, che il Ministero ha sensibilizzato a marzo, con un'apposita lettera, tutti i presidenti delle Regioni italiane e che l'AGCOM ha assicurato che proseguirà nell'attività di vigilanza su tali profili.
La senatrice FASIOLO (PD), in qualità di interrogante, ringrazia il sottosegretario Giacomelli per la sua articolata risposta e si dichiara soddisfatta. Raccomanda tuttavia l'attenzione costante del Ministero per garantire la tutela delle istanze dei territori, fermo restando che anche le Regioni e gli enti locali dovranno fare la loro parte, interagendo con Poste Italiane nell'interesse degli utenti.”

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