A guardare questo Papa, di fede se ne vede ben poca. Bergoglio incarna la figura di un politico carismatico

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Antonella Policastrese
CROTONE - Diceva Lutero “la salvezza inizia e finisce con la fede”. A guardare questo Papa, di fede se ne vede ben poca. Bergoglio incarna la figura di un politico carismatico che, muovendosi per il mondo, promuove non la figura del Cristo, ma di un sistema.  Più che redenzione delle anime c’è una distruzione di principi che per secoli sono stati l’impalcatura del Cristianesimo. E’ come se il Papa, nella sua ansia di rinnovamento, stesse trasformando e buttando giù i muri portanti del palazzo, con il rischio che un bel giorno si sgretoli in mille pezzi.
Ci hanno sempre insegnato che la figura del Cristo genera dissenso per ciò che ha fatto, per come ha predicato; attualmente il capo della cattolicità ovunque vada genera consensi tra le folle di Stati che spesso operano non in conformità con i bisogni delle comunità amministrate. Si parla sempre più di unire le religioni, una specie di globalizzazione della fede, simile a quanto avviene nella società civile, ad ogni latitudine e longitudine, dimenticando che le differenze hanno caratterizzato la nascita dei credo religiosi e che Lutero avversava la Chiesa, o meglio quel sistema di potere che aveva declassato la fede e si reggeva su un clero corrotto, che abusava dei poteri lucrando sulle speranze e sul sentire della povera gente. Tutto si evolve. Più che lavorare sulle tradizioni locali che esprimono un sentimento religioso profondo, si sta lavorando per affermare l’autorità pontificia.  Si ha l’impressione che bisogna evitare di parlare di un Dio del cielo, concetto alquanto rozzo e la fede ricopre sempre più un ruolo marginale e ogni principio o concetto viene relegato a quella categoria di pensiero che parla di tradizionalismo e modernismo. Fede che s’indebolisce di fronte ad un mondo che riconosce come valori i profeti del mercato delle logiche messe in atto per fortificarlo, dove viene meno la stessa figura del Cristo ridotta a ruolo marginale, di cui si discute più come un personaggio storico messo in croce, morto, che ha determinato un momento storico perdendo di centralità. Siamo al tramonto del Cristianesimo, in pratica siamo in presenza di un’ideologia trascurata persino dalle elite politico- culturali ed il Vangelo, un libro formale da leggere per approfondire gli aspetti storici di un uomo che, in un determinato periodo, aveva una visione nettamente superata dagli eventi odierni. Oggi nell’era di Internet si riflette e si pubblica il proprio pensiero sui social, lo fa anche il Papa, abituato a rispondere alle domande di tanti giornalisti quando si sposta da un posto all’altro. Ed in quei momenti emerge non il volto di un mistico, ma di un filosofo che predica l’avvento di una nuova era, che sta riscrivendo un nuovo vangelo. Bergoglio parla di peccato e salvezza e ultimamente anche di Misericordia, come se la Misericordia fosse una specie d’indulgenza da ottenere seguendo alla lettera la nuova ideologia vaticana. Per Bergoglio tutto è relativo anche il concetto stesso di Famiglia e del sacramento del matrimonio, ritenuto non fondamentale e che può essere sostituito da una buona convivenza. Il papa dice di chiedere scusa ai gay, come se in Italia passassimo il tempo a torturarli.  Nelle grandi Verità che solo questo Papa conosce, nel riscrivere il Vangelo non mi meraviglierei se venisse proposta la figura di un Gesù omosessuale che parla di una Famiglia non più necessariamente composta da uomo e donna. Bergoglio sembra un venditore di sogni, elergisce pseudo speranze per cui tutto è possibile quando si seguono le indicazioni di determinate ricette. Abbiamo l’uomo della Felicità, che volete più dalla vita!!!

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