Emanuela Pizzale: a Paliano ancora viventi 50 ragazze che nel 1946 votarono per la prima volta

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Emanuela Pizzale
PALIANO - Il 2 giugno in Italia si celebra la Festa della Repubblica, perché ben 70 anni fa i cittadini italiani aventi diritto al voto scelsero di abbandonare la monarchia a favore della repubblica attraverso un referendum istituzionale. Il 1946, anno del referendum, è un anno con doppia valenza storica, perché oltre a decretare la nascita della Repubblica Italiana, le donne furono considerate cittadine al pari degli uomini con la loro prima occasione di voto che ci fu dapprima a marzo, quando molte italiane poterono esprimere la loro preferenza politica nelle amministrative, e poi a giugno quando poterono scegliere tra monarchia e repubblica.
La partecipazione fu altissima e 21 donne furono elette alla Costituente. All’epoca la maggiore età per potere votare era di 21 anni. Oggi, nel comune di Paliano, sono ancora viventi 50 ragazze che in quei giorni furono chiamate a votare per la prima volta.
Mai era successo di potere vedere le donne in fila accanto agli uomini, senza più distinzione di sesso, per partecipare alla “cosa pubblica” esprimendo la propria opinione con un voto, vivendo questo momento con emozione e orgoglio. Insieme a questo diritto della “prima volta al voto” si festeggia anche la conquista del diritto ad essere eletta della donna. 
«Dovremmo riflettere più spesso sul coraggio delle nostre antenate. Ricordare e celebrare questo evento può contribuire a dare maggiore consapevolezza dei diritti, conoscenza e orgoglio delle conquiste ottenute. Ma non si può non tener conto che la vera parità fra i sessi ancora non è stata completamente raggiunta, basti pensare alle difficoltà che si incontrano sul lavoro per incarichi e stipendi non adeguati. L’esempio delle ragazze del ’46 deve essere un monito quotidiano per le generazioni attuali e future». Così ha commentato Emanuela Pizzale, consigliera alle Pari opportunità.

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