La storia delle madri di Plaza de Mayo al liceo Manzoni di Caserta, con “Lei stava lì” di Francesca Sassano

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CASERTA - “Politiche di genere”, “Memoria”, “Internazionalizzazione”, giovedì la storia delle “madri di Plaza de Mayo” al liceo Manzoni di Caserta con Francesca Sassano ed Amnesty International. Giovedì 19 alle ore 11, nell’Aula Magna, la dirigente Adele Vairo presenterà in assoluta esclusiva per il Sud Italia, il libro “Lei stava lì” di Francesca Sassano, avvocata e scrittrice: l’incontro sarà moderato dalla giornalista Francesca Nardi e vedrà la partecipazione oltre che della dirigente e dell’autrice, anche di Tiziana Visconti, architetta e presidente A.P.S. oltre che facilitatrice nella Gestione dei Beni Comuni.
Il laboratorio “politiche di genere” del liceo Manzoni coordinato dalla professoressa Adele Grassito, in collaborazione con la professoressa Maria Luisa Martiniello,  in sinergia con il Dipartimento di Spagnolo, coordinato dal professore Albino Fedele, chiudono  questa annualità scolastica con una lodevole e prestigiosa iniziativa di raffinata  sensibilizzazione culturale di respiro internazionale, che proietta ancora una volta gli alunni ed i docenti del Manzoni in una rete culturale e formativa di primissimo piano - riporta ancora il comunicato stampa -.
Il libro è un lavoro sul tema dei desaparecidos, più precisamente sulle “madri di Plaza de Mayo” e non intende proporsi come uno scritto storico, sebbene anche la narrazione intima abbia una indicazione di tempi e di fonti, esatte e verificate.
Già enorme è il successo internazionale dell’opera della Sassano, che ha già ottenuto il patrocinio di Amnesty International, che affianca, infatti, il logo del prestigioso liceo casertano, costituendo   un punto di partenza per un incrocio storico-legislativo che sicuramente gli studenti del Manzoni sapranno cogliere, entrando in una rete progettuale internazionale che si occuperà , sin dall’inizio del prossimo anno scolastico, della idea trans disciplinare di MEMORIA.
L’idea della dirigente Vairo e dell’autrice del libro Sassano è di prendere lo spunto dal  libro ed avviare anche al Manzoni,  questo  percorso didattico di conoscenza e di approfondimenti che prende le mosse dalla vicenda argentina che segnò il triste periodo a cavallo tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80, in linea con l’indirizzo delle classi.
“Voglio “traslare” il testo e curare una somministrazione diretta all’interno dei circuiti scolastici delle due Nazioni - Argentina e Italia-  realizzando una diffusione rapida ed informatizzata, finalizzata allo scambio a livello scolastico e universitario, di conoscenze storiche e legislative” ha dichiarato l’autrice Francesca Sassano, che aggiunge “la memoria dei fatti – se correttamente somministrata – è il più utile strumento di comprensione e quindi di riconciliazione con gli eventi e con la storia, se non il più difficile”.
Scheda bibliografica. LEI STAVA LI' di Francesca Sassano. Il testo si compone volutamente in quasi tre parti. La prima - più ampia - è la narrazione del percorso di una madre semplice , che nella gestione del dolore della scomparsa del figlio psichiatra , abbandona la sua cucina e conquista la piazza, giocando una partita, parallela a quella dei Mondiali “ truccati “, sino al suo volo dall’aereo, rituale di soppressione multipla di tanti sequestrati. La seconda parte è anticipata nella prima , ma non disvelata. Anzi la ripresa del libro è apparentemente una storia nuova e diversa, solo allocata nello stesso territorio . E’ incentrata su due giovani, più precisamente con l’’ingresso in un caffè letterario di una donna , inglese, che affascina uno dei due soci. Questa presenza silenziosa , sola di fronte a una inconsueta tazza di te, percorre la vita di lui e apre uno spazio nella visione del suo passato. La terza parte, in realtà contenuta nella fine della seconda, è la scoperta dell’identità di questa donna : una cantante, non inglese ma per nascita argentina, che lei stessa alla fine dichiara, oltre a dire: “ La reazione di mia madre fu incomprensibile. Si alzò e andò via, senza dire una parola.. Poi arrivò solo la notizia della sua morte. Questa è la seconda cosa importante che accadde: ebbi in consegna un breve scritto, per me ancora più doloroso, perché non c’era nulla oltre quello che qui annoto : “Mi dispiace , non sono tua madre. Anche lui non era tuo padre. La tua vera madre non ho mai saputo chi fosse. Era il numero 24 nell’ESMA.” Senza una firma, nulla oltre questa comunicazione. Ci sono cose che si dovrebbero dire e altre che si dovrebbero tacere, per sempre. Ancora oggi non so chi sia mia madre, né soprattutto chi fosse mio padre. Tutta la mia vita è stata una costruzione bugiarda. Ti assicuro che questa verità non ha fatto la differenza. Mi ha solo convinto di una cosa: andiamo sempre nella direzione dei nostri genitori. Esattamente come diceva tua nonna. Ho accettato il concerto qui, non perché siano cessati i miei timori di sempre, neppure perché oggi ho un’altra verità da consegnare al mondo, sebbene parziale e dolorosa, in quanto per me priva di certezze. Rimango sempre senza identità. Posso solo dire che quello che ho creduto essere mio padre, l’aveva sottratta anche a me. Sono qui in Argentina solo per lei, per tua nonna e per tutte le madri di Plaza de Mayo. Quello che tu sentirai è la mia canzone per lei, per loro ma soprattutto per tutti i loro figli, quelli buoni e quelli cattivi”.

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