Monica Florio e le ferite di Napoli ne "Il canto stonato della Sirena"

Napoli ed il Canto stonato di chi vive nel ghetto della marginalità. Si dice che Napoli sia nata dal corpo della Sirena Partenope che, di fronte allo smacco subito da Ulisse che aveva saputo resistere al canto ammaliatrice delle sirene, si lasciò morire, cosicché il suo corpo venne ad incagliarsi tra gli scogli dove oggi sorge la città. Alcuni giurano di riuscire ancora ad intravedere, nelle forme sinuose del golfo partenopeo, le spalle bianche, la curva della schiena e dei fianchi ed una parte delle gambe, trasformate in pinne, della bella sirena.
Altri dicono che lo stato attuale della città è simile al corpo putrefatto di questa giovane donna, che tra questi lidi è venuta a riposare le stanche membra. Una città che si regge su tante, troppe emergenze, ormai divenute strutturali. Un nucleo urbano allo sbando dove la luce della speranza spesso stenta a farsi largo tra i tanti problemi e i lati oscuri.
Parla di questa città e delle anime ferite che la abitano la scrittrice e giornalista Monica Florio nel sul libro ”Il canto stonato della Sirena” edito dal Mondo di Suk Edizioni.
“Ritraggo una Napoli in declino – sottolinea l’autrice - eppure ancora in grado di sedurre chi decide di restarvi, malgrado la mancanza cronica di posti di lavoro, la camorra e le tante problematiche che non trovano mai soluzione”.
Una città smarrita dove si risuona un canto stonato, come sottolinea Florio, che è tale perché è la voce flebile... Continua

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