La mia tribù: storie autentiche di Indiani d’America. Emozioni con Milandri

Si può decidere di lasciare gli ormeggi di una vita sicura, ormai incanalata in un solco di eventi programmati? La risposta è sì. Sì se ci si crede davvero e sin da piccoli si leggeva Bonelli, Tex Willer e le storie a fumetti dei grandi saggi e dei grandi giustizieri ed esploratori, come Indiana Jones, sognando di emularne le gesta e di seguirne le orme, di “andare oltre le colonne d’Ercole” per scoprire l’altra parte del mondo, difendendo i diritti degli indigeni.
Lo sa bene Raffaella Milandri, ex amministratore unico di un’azienda di successo che, nel 2004 decide di prendersi un anno sabbatico per volare alla volta dell’Australia. I viaggi in terre remote per lei non sono nuovi ma questa volta decide di non darsi scadenze e di immergersi totalmente nella cultura, negli usi e nei costumi di quelle terre. Il suo biglietto di ritorno non ha una data prestabilita.
“La vita è una sola – racconta – ed in questa dovremmo cercare di vivere quante più vite è possibile. Nelle mie esplorazioni ‘in solitaria’ mi immergo in un nuovo modo di percepire l’altro da me, l’essere umano, mi libero dell’impalcatura occidentale. Tutti i miei sensi si acutizzano. A farla da padrona è l’empatia. In generale una donna suscita meno timore quando si reca in altre strutture sociali”.
La domanda da porsi è: siamo noi occidentali nel giusto con il nostro stile di vita all’insegna degli eccessi o piuttosto non sono più giusti ed equilibrati gli indigeni che vivono in costante contatto con la natura e riescono... Continua

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